Il Genovesino e Piacenza

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In concomitanza con la Salita al Pordenone, Palazzo Galli della Banca di Piacenza ospita una mostra dedicata a Luigi Miradori detto il Genovesino (Genova, tra il 1605 e il 1610 - Cremona, 1656). Il pittore ligure trae ispirazione per i suoi lavori dalle numerose opere lasciate dai tanti artisti che hanno lavorato per Santa Maria di Campagna.

Sono esposti quadri provenienti da collezioni di tutta Italia, che ben sottolineano l’excursus pittorico del Genovesino. Sono soprattutto dipinti che riguardano il soggiorno piacentino dell’artista (1632-1635): sia quelli realizzati durante la sua permanenza nella città farnesiana, sia quelli commissionati da collezionisti locali dopo il suo trasferimento a Cremona, avvenuto intorno al 1641 (come indicato dal suo biografo cremonese settecentesco, Zaist).

Il soggiorno piacentino si rivela molto produttivo: parecchie, infatti, le sue opere documentate nelle raccolte gentilizie di Piacenza; una Sacra Famiglia eseguita nel 1639 fa pensare che il Miradori, almeno fino ad allora, sia rimasto nella città emiliana. Quello che si conosce invece con certezza - grazie ai documenti pubblicati da Giorgio Fiori - è che il Genovesino opera ininterrottamente a Piacenza nel periodo indicato (1632-1635) e qui nascono tre figli: Giacomo (anche lui pittore), Angela Nicoletta e Giambattista (morti infanti).

Giorni e orari di apertura

Palazzo Galli (via Mazzini, 14 – Piacenza, a due passi da Piazza Cavalli)
da martedì a sabato 15-19; festivi 10-12.30 e 15-19
Il 24 e 25 marzo Palazzo Galli rimarrà chiuso
chiuso i lunedì non festivi
Aperture speciali - 19 maggio, Notte dei musei, dalle 21 alle 24

Visite guidate tutte le domeniche a Palazzo Galli alle ore 11 a cura di Laura Bonfanti

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